Oltre ai suoi boschi di lecci, i pascoli e le pseudosteppe, Specchia custodisce degli ambienti umidi di natura temporanea che giacciono in un fondo valle a nord e a nord-est del centro abitato.

Ogni anno, periodicamente da secoli, le piogge autunnali e invernali alimentano piccole raccolte d’acqua che permangono in superficie qualche settimana prima di defluire nel sottosuolo o evaporare con le prime calde giornate primaverili.

Il tempo di permanenza in superficie, se pur temporaneo, garantisce lo sviluppo di numerose specie animali e vegetali altamente specializzate alla natura periodica di questi tipici ecosistemi acquatici. Una biodiversità costituita da specie rare ma che si concentrano in uno spazio limitato (quello degli stagni) e contribuendo ad arricchire il patrimonio naturalistico e biologico di Specchia.

Crostacei, insetti e anfibi animano le comunità biologiche degli stagni temporanei, attraendo a loro volta diverse specie di uccelli limicoli che stagionalmente sostano presso gli stagni per nutrirsi prima di riprendere i loro lunghi spostamenti migratori. Anche per queste ragioni il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale indica chiaramente di censire e tutelare le aree umide (sia di natura permanente che temporanea) in tutto il territorio regionale.

Inoltre, gli strumenti normativi regionali, come le azioni prioritarie d’intervento (Prioritized Action Framework ‐ PAF) emanate con Deliberazione di Giunta Regionale n.1296 del 2014, indicano proprio gli Stagni Temporanei Mediterranei come gli habitat più minacciati in Puglia e per i quali sono indicate azioni di contrasto alle alterazioni e alla trasformazione antropica. Lo stesso strumento indica chiaramente la conservazione delle popolazioni di anfibi maggiormente a rischio, come il rospo smeraldino, che utilizza anche le aree umide di Specchia per riprodursi.

Queste aree, pur essendo già note all’Autorità di Bacino come recapiti finali di bacini endoreici (e quindi zone a pericolosità idraulica) non erano ancora riportate nel PUG e nel PPTR.

Per tale ragione è stato effettuato un censimento puntuale delle aree umide nel territorio comunale di Specchia integrando la fotointerpretazione delle immagini aeree con diversi sopralluoghi e misurazioni direttamente in campo. Contestualmente sono state effettuate anche valutazioni qualitative delle comunità biologiche sia animali che vegetali delle aree umide censite.

Il risultato del lavoro ha portato alla individuazione e alla mappatura di 20 aree umide caratterizzate da allagamenti temporanei (raggruppabili in 5 diversi gruppi) per un totale complessivo di oltre 40 ha di aree umide a cui vanno ad aggiungersi più di 5 km di canali da inserire nella Rete Ecologica Regionale e che connettono ecologicamente Specchia ad altre aree umide limitrofe presenti nei territori di Montesano, Miggiano e Taurisano.